{"id":29476,"date":"2020-11-27T08:42:32","date_gmt":"2020-11-27T08:42:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.artnuances-com-717041.hostingersite.com\/?p=29476"},"modified":"2020-12-02T17:16:40","modified_gmt":"2020-12-02T17:16:40","slug":"il-senso-del-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artnuances.com\/it\/il-senso-del-tempo\/","title":{"rendered":"La Pandemia: la tragedia che ci pu\u00f2 far ritrovare il senso del tempo"},"content":{"rendered":"<p>In questi periodi di pandemia abbiamo ricevuto una grande mole di informazioni, sensazioni, sentimenti, che forse pu\u00f2 essere paragonata, nell\u2019ultimo secolo, solo all\u2019invenzione prima della radio e poi della televisione. Quel che \u00e8 certo, \u00e8 che si apre uno spiraglio per una rivisitazione profonda del nostro modo di vivere. Questa visione del futuro, nasce dalla mia esperienza personale vissuta attraverso <a href=\"https:\/\/artnuances.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la mia galleria d\u2019arte on-line<\/a>.<\/p>\n<p>Finora l\u2019on-line virtuale era appannaggio di viaggi, alberghi, beni di consumo di medio\/basso livello, ora la pandemia ha portato praticamente tutto nel mondo del virtuale e da ultimo ha costretto milioni di persone al lavoro e allo studio tra le mura domestiche con <a href=\"https:\/\/www.lavoro.gov.it\/strumenti-e-servizi\/smart-working\/Pagine\/default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">smart-working<\/a> e la didattica a distanza.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, se lo affrontiamo con gli occhi e la mentalit\u00e0 attuale, lo viviamo male, insofferenti, desiderosi di tornare quanto prima alla nostra vita \u201cnormale\u201d. Qualcuno si sta chiedendo, quale sia la vera vita \u201cnormale\u201d? Chi \u00e8 in grado di dire cosa \u00e8 la normalit\u00e0 e soprattutto chi \u00e8 in grado di dire se quello che stiamo affrontando non sia l\u2019inizio di una nuova era, dove una \u201cnuova normalit\u00e0\u201d ci potr\u00e0 dare sensazioni e quel benessere che attualmente solo la martellante pubblicit\u00e0 ci fa \u201csognare\u201d?<\/p>\n<h2><strong>La civilt\u00e0 industriale: crescita a che prezzo?<\/strong><\/h2>\n<p>Da oltre 100 anni ci hanno insegnato che lo sviluppo, la crescita professionale e culturale, poteva avvenire solo trasferendosi nei sancta sanctorum creati dall\u2019uomo: le metropoli e i grandi centri industriali. Assolutamente vero. Tutte le attivit\u00e0 si sono concentrate l\u00ec, in alcuni casi da oltre due millenni. L\u2019uomo, per sua natura essere sociale, necessita di stare a contatto con i suoi simili, indipendentemente dal modo con cui ci entra in relazione, sia esso nel bene o nel male. Tutta la storia finora ci ha raccontato di come l\u2019evoluzione sotto ogni profilo sia stato frutto dell\u2019aggregazione umana nei grandi centri, ovunque essi fossero localizzati. Orbene la pandemia, per quanto possa sembrare un <em>nonsense<\/em>, ci sta indicando come l\u2019uomo, senza perdere la sua socialit\u00e0, irrinunciabile, pu\u00f2 riappropriarsi di ci\u00f2 che la sua stessa evoluzione lo aveva privato: il tempo!<\/p>\n<h2><strong>Il senso del tempo<\/strong><\/h2>\n<p>Facciamo una breve analisi: si diceva che una volta i contadini, andavano con il tempo, si usava la frase \u201candare al letto con le galline\u201d, non in segno dispregiativo, ma semplicemente perch\u00e9 l\u2019uomo adattava i suoi tempi e il suo lavoro al ciclo solare. Intere comunit\u00e0 festeggiavano l\u2019arrivo del primo raggio di sole, in una valle o in una zona, proprio perch\u00e9 segnava il cambiamento di vita per la durata di una stagione. Ora tutto \u00e8 modificato, il tempo \u00e8 l\u2019elemento mancante o meglio la risorsa che scarseggia, tutti si affannano, tutti corrono, tutti si arrabbiano, perch\u00e9 non hanno tempo, perch\u00e9 quello che sembra loro fondamentale per la loro stessa riuscita ha necessit\u00e0 di tempo. Per\u00f2 poi sprechiamo tempo, nelle code in strada, negli ingorghi in citt\u00e0, nelle attese al telefono, nelle risposte della burocrazia, e via dicendo, con quale risultato? Semplice, diciamo che tutto ci\u00f2 \u00e8 il prezzo da pagare alla civilizzazione, all\u2019era del consumismo e quel che \u00e8 pi\u00f9 assurdo al benessere. Le parole \u201cbenessere\u201d e \u201csviluppo\u201d della civilt\u00e0 spesso sono in antitesi. Parliamo di benessere, per poi vivere stressati e frenetici, in funzione di un benessere di facciata, (auto, casa, vestiti, viaggi) che ci fanno lavorare come matti per poi non goderceli, parliamo di benessere fisico, (palestre, centri estetici, medici), per poi soffrire di malattie che nascono dallo smog, l\u2019inquinamento o stress da lavoro, che ci falciano senza alcun rispetto o della tecnologia &nbsp;(cellulari, tv, computer, tablet). Tutte conquiste che non ci lasciano un attimo di tregua, di respiro. Questo \u00e8 benessere e gestione del tempo?<\/p>\n<p>Ora proviamo a fermarci, e la pandemia che lo si voglia o no ci costringe a farlo, quantomeno a rimanere un po\u2019 di pi\u00f9 nei nostri alloggi, che siano ville o monolocali e chiediamoci: \u201cVeramente non esiste un alternativa a tutto ci\u00f2?\u201d<\/p>\n<p>Ebbene come vi dicevo prima, dalla mia esperienza di galleria on line ho avuto una sorta di \u201cilluminazione\u201d. Non sono un neo-messia, ci mancherebbe altro, per\u00f2 mi ha dato lo spunto per pensare e quindi scrivere quello che ho visto nella mia mente e che mi piacerebbe fosse replicato in tanti di coloro che leggeranno, se avranno voglia di proseguire a leggere, quello che sto scrivendo.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 una galleria on line? Fondamentalmente \u00e8 una vetrina in cui propongo artisti selezionati, le cui opere probabilmente non sarebbero accessibili n\u00e9 a me n\u00e9 a tanta altra gente per problemi di distanza, o semplicemente per l\u2019impossibilit\u00e0 a partecipare ad una loro mostra. Orbene, la galleria on line facilita questo incontro, lo rende possibile, ci restituisce il senso del tempo!<\/p>\n<h2><strong>Come recuperare il tempo perduto<\/strong><\/h2>\n<p>Se la frequentazione di una galleria on line mi permette di acquisire una risorsa scarsa e preziosa come il \u201ctempo\u201d, cosa ci succederebbe se noi, dovendo rimanere nelle nostre case per forza di cose, riuscissimo a trovare situazioni che aumentassero questa disponibilit\u00e0 di tempo? Semplice vivremmo meglio!<\/p>\n<p>Riconquistando la vita perduta attraverso l\u2019ottimizzazione della tecnologia e delle possibilit\u00e0 che essa ci offre. Mi spiego meglio. Internet ci ha permesso di essere on line 24 ore su 24, di stare in contatto con amici, parenti e conoscenti, praticamente in tutto il mondo. Finora, per\u00f2, non ci ha concesso ulteriore tempo, ma ha semplicemente riempito ancora di pi\u00f9 quel poco di tempo che ancora era residuale di tutte le altre attivit\u00e0. i Si \u00e8 incastrato nelle pieghe delle altre attivit\u00e0, per dirla in breve l\u2019abbiamo aggiunta e non abbiamo avuto un vero miglioramento della nostra vita. Forse un ampliamento di quella sociale, ma non ci ha migliorato nello stress quotidiano. La nostra vita \u00e8 rimasta praticamente come prima solo pi\u00f9 incasinata.<\/p>\n<p>Ora immaginiamo per un istante, che grazie ad internet, le grandi citt\u00e0 o i grandi centri industriali si svuotino, di qualche milione di persone e che queste, senza rinunciare al proprio lavoro, alla propria socialit\u00e0, possano vivere in ambienti pi\u00f9 confortevoli, in collina, o montagna o in riva al mare, o semplicemente nel paesello in cui i loro avi coltivavano la terra. Cosa succederebbe?<\/p>\n<p>Innanzitutto queste persone, seguiterebbero a lavorare e quindi ad essere produttive e di conseguenza ad aiutare la societ\u00e0 a progredire, i loro consumi si adatterebbero ad uno stile di vita a loro pi\u00f9 consono. Perch\u00e9 spendere di pi\u00f9 per acquistare un bene che per essere portato in un grande centro commerciale ed ha necessit\u00e0 di tanti passaggi, che oggettivamente vanno remunerati, quando lo stesso bene magari lo trovo a portata di mano nel negozietto vicino casa? Perch\u00e9 stressarmi nel traffico, nel parcheggio o su mezzi pubblici quando lavorando tranquillamente da casa mia, magari in cima ad una collina, pur non avendo una villa, ma semplicemente un piccolo appartamento, posso far a meno dell\u2019auto o pi\u00f9 semplicemente la sfrutto effettivamente per il tragitto che serve nei tempi necessari e non la trasformo in una sorta di ufficio ambulante? Perch\u00e9 respirare e produrre smog per auto, case e quant\u2019altro, quando il mio posto di lavoro \u00e8 dentro casa mia ed una stufa a pellet o magari pannelli fotovoltaici o una semplice caldaia a metano mi permettono di avere il benessere di cui ho bisogno? Inoltre questi milioni di persone che a distanza di 100 anni ripercorrerebbero la via inversa fatta dai loro avi, riconquistando le terre abbandonate, cosa lascerebbero a chi rimane? Pi\u00f9 spazio, meno smog, meno concorrenza per le risorse esistenti e quindi un calo generalizzato dei prezzi, in definitiva pi\u00f9 benessere e pi\u00f9 tempo!<\/p>\n<h2><strong>Ma la vera socialit\u00e0 diverrebbe virtuale? Allora \u00e8 un impoverimento non un arricchimento?<\/strong><\/h2>\n<p>No, \u00e8 esattamente il contrario, si riformerebbero quelle comunit\u00e0 che il progresso ha liquefatto in milioni di rivoli, ci sarebbero nuove aggregazioni, la gente meno stressata e con molto pi\u00f9 tempo a disposizione, apprezzerebbe lo stare insieme, senza rinunciare alla tecnologia, al progresso. Qualcuno subito penser\u00e0, che si voglia danneggiare qualche attivit\u00e0 in favore di altre o di grandi catene o multinazionali, no! Non sar\u00e0 la, la civilt\u00e0 dei comuni medioevali, dove ci si combatteva tra vicini. Questa visione, perch\u00e9 purtroppo di visione parlo, offrirebbe un grande unico ed impagabile vantaggio: \u201cil tempo\u201d. La possibilit\u00e0 di riappropriarci della nostra vita, il che significa dare maggior spazio anche a noi stessi e a chi ci sta vicino.<\/p>\n<p>Si, ma le crisi familiari, gli scontri tra persone crescerebbero, perch\u00e9 la convivenza aumentata, porterebbe a confronti pi\u00f9 continui.<\/p>\n<p>Possibile, ma non mi sembra che l\u2019attuale situazione sia migliore, anzi, spesso si legge che i drammi familiari si hanno nei piccoli centri, dove la follia di uno, segna a vita un\u2019intera famiglia e una comunit\u00e0. Ci siamo chiesti a cosa \u00e8 dovuto tutto ci\u00f2, perch\u00e9 spesso accadono nei piccoli e medi centri, mentre nelle grandi citt\u00e0 abbiamo rapine, stupri, droga, prostituzione ecc. ecc.?<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9 la macchina che ancora vuole attirarci verso i grandi centri di aggregazione, ci fa sentire isolati, poveri di opportunit\u00e0 e questo sentore, crea malumori, voglia di evasione, che purtroppo alcuni trasformano in rabbia o vendetta, mentre altri una volta giunti alla meta dei loro sogni, la grande metropoli o il grande centro industriale, comprendono che il loro sogno \u00e8 s\u00ec raggiunto, ma a che prezzo?<\/p>\n<h2><strong>Scuola, sanit\u00e0, commercio, cultura, sport<\/strong><\/h2>\n<p>Altro problema, la scuola, la sanit\u00e0, il commercio, la cultura, lo sport? Tutte cose che la societ\u00e0 attuale ci offre, mentre prima chi viveva nella lontana periferia, poteva solo immaginare o accedervi molto limitatamente.<\/p>\n<p>Appunto, si parla di societ\u00e0 attuale, non di benessere, non di sviluppo!!! Immaginiamo che un area attualmente spopolata, torni ad essere ripopolata da centinaia di famiglie, cosa accadrebbe? Si aprirebbero piccoli o medi o grandi centri commerciali in aree vuote, si avrebbero nuovi centri medici, magari si riaprirebbero piccoli o medi musei o teatri o cinema e anche le strutture sportive potrebbero sorgere come polo per una comunit\u00e0 fatta da piccoli centri, ma con quali benefici? Enormi. Si tornerebbe al misura d\u2019uomo, alla possibilit\u00e0 di vivere queste esperienze molto pi\u00f9 facilmente e molto pi\u00f9 serenamente e al contempo anche i grandi templi della cultura ne beneficerebbero, perch\u00e9 sarebbero pi\u00f9 facilmente accessibili, non oberati da un traffico o il caos che normalmente li circonda per il semplice fatto di essere posizionati nei grandi centri urbani. Andare nelle grandi metropoli, che nel frattempo avrebbero ridotto, consumi e inquinamento, non diventerebbe pi\u00f9 uno stress, ma un viaggio di piacere.<\/p>\n<p>Tutto bellissimo, ma il lavoro e la scuola?<\/p>\n<p>L\u00ec il contatto e lo scambio sono necessari.<\/p>\n<p>Certo, ma perch\u00e9 le scuole devono necessariamente stare in grandi centri, perch\u00e9 le universit\u00e0, non possono considerare che oltre agli orari di lezione ci possano essere anche delle video chat di aggregazione, d\u2019altra parte i giovani sono in costante chat e non mi sembra che questo li distrugga psicologicamente o li faccia sentire frustrati! \u00c8 il modello a cui siamo stati formati, che ci chiude la visuale del futuro, non \u00e8 una rivoluzione violenta quella che si propone, ma semplicemente la riformulazione del modo di vivere sfruttando i vantaggi della tecnologia, nessuno dice che le fabbriche vengano abolite, ma \u00e8 altrettanto vero che non ha senso portare migliaia di impiegati in un edificio, con spostamenti, spese e strutture che costano all\u2019intera societ\u00e0, quando possono tranquillamente operare da remoto. Le stesse aziende avrebbero l\u2019imbarazzo della scelta nell\u2019accedere a certe risorse, come i cervelli. Un ingegnere, un grafico, un sistemista o un qualsiasi altro lavoro che non richiede la presenza fisica in sede, potrebbero essere ricercati in una qualsiasi parte del paese e averla nel proprio staff. Se poi quella persona nell\u2019ambito del suo lavoro, sfrutta la sua risorsa tempo per fare una passeggiata, una corsa o qualunque altra attivit\u00e0, invece di intasare strade, aeroporti, mezzi pubblici o quant\u2019altro per svolgere lo stesso identico lavoro, ben venga, ne guadagner\u00e0 sia lui sia la sua azienda. Gli stessi operai che andranno alla linea di montaggio, troveranno solo il traffico strettamente necessario, che comunque sar\u00e0 enormemente ridotto ed avendo meno concorrenza nel mercato di tutti i giorni, avranno anche accesso a maggiori e migliori risorse. Lo stesso territorio ne beneficerebbe. Maggior controllo, maggiore cura e magari maggiori opportunit\u00e0 di lavoro, con la rivalutazione di tante risorse e tradizioni, sempre con un serio accesso alla rete sociale. Forse molti tornerebbero a riassaporare la terra come elemento di vita e non come povert\u00e0 e sudore o come sottomissione sociale.<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 iniziare far partire il meccanismo, non trincerarsi dietro le vecchie abitudini o i vecchi schemi.<\/p>\n<h2><strong>I peggiori nemici siamo noi stessi<\/strong><\/h2>\n<p>I peggiori nemici siamo noi stessi, la nostra pigrizia e quella di chi pu\u00f2 e deve governare questi cambiamenti. Tutti i cambiamenti hanno creato difficolt\u00e0, disagi e malumori, ma non \u00e8 la ragione che li deve bloccare, altrimenti saremmo ancora all\u2019et\u00e0 della pietra. Quando si sentono politici che dicono, tornare dallo smart-working \u00e8 necessario per ripopolare i centri, i bar, i ristoranti, da una parte li comprendo, perch\u00e9 l\u00ec ci sono persone che lavorano, ma \u00e8 anche vero che nei secoli centinai di lavori si sono trasformati o sono spariti per via dell\u2019evoluzione e questa deve essere la nuova via dell\u2019evoluzione se vogliamo riaccaparrarci di ci\u00f2 che la storia ci ha tolto, il tempo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi periodi di pandemia abbiamo ricevuto una grande mole di informazioni, sensazioni, sentimenti, che forse pu\u00f2 essere paragonata, nell\u2019ultimo secolo, solo all\u2019invenzione prima della radio e poi della televisione. Quel che \u00e8 certo, \u00e8 che si apre uno spiraglio per una rivisitazione profonda del nostro modo di vivere. 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